A che serve scrivere di libri per l’infanzia?

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In questi giorni qui si è riaperto un tema a noi caro, l’informazione in rete sulla letteratura per l’infanzia. L’articolo segnala diverse realtà, tra cui la nostra: ma a noi non interessa parlare delle segnalazioni. Ci interessa piuttosto capire cosa significhi oggi scrivere di libri per l’infanzia; di più, vorremmo non lasciare cadere questo tema, vorremmo rivendicare un nostro approccio e il nostro taglio editoriale. Vorremmo parlare di cosa significhi per noi scrivere di libri per l’infanzia: e per capire cosa significhi per voi, lettrici e lettori, leggere di libri per l’infanzia.

 

Quindi, partiamo: senza dubbio è un bene, è una ricchezza offerta dalla rete, il fatto che tutti possano scrivere di letteratura per l’infanzia; sì, le segnalazioni non bastano più, e vogliamo altro; sì, vale sempre la pena puntare alto, anche con articoli che richiedono al lettore tempo e impegno.

 

E però anche no. Ci vuole qualche no: non per fare polemica, ma per capire meglio dove pensiamo stia andando la letteratura per ragazzi, e dove stia andando l’informazione sulla letteratura per ragazzi. Crediamo fortemente che dovremmo, tutti quanti, puntare sempre molto ad allargare la platea dei nostri lettori; crediamo che ogni luogo di riflessione sulla letteratura per ragazzi debba mirare alla pluralità e all’interdisciplinarietà; crediamo che si debbano fare, ben vengano, recensioni, ma che si possano anche cercare altri modi di discussione che non siano riducibili a schieramenti partigiani pro o contro un certo libro, un certo autore, un certo illustratore, un certo editore.

 

Non sono mancanze che rinfacciamo a qualcuno: sono la base di ciò che da quasi due anni facciamo tutti i giorni, sul nostro sito e sulla nostra pagina social, e nelle nostre attività individuali. Sono una scelta editoriale e un nostro modo di guardare al presente.

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La letteratura per ragazzi sta attraversando un momento particolarmente importante: si moltiplicano le sigle editoriali e gli autori, i premi, i festival e perfino le librerie. Il mercato è ancora in crisi, sì: ma le novità sono tante, sempre di più. Di libri per ragazzi si parla ancora poco su quotidiani, radio e tv: però siamo tornati ad avere nuovamente dei capolavori riconosciuti che ci hanno permesso di guadagnare nuova visibilità. La letteratura per ragazzi è ancora negletta nei programmi ministeriali e nei concorsi, ma nelle scuole se ne parla ben più di un tempo. Mancano ancora serie leggi e seri obiettivi nazionali, ma almeno di “emergenza lettura” si inizia a parlare anche al di fuori delle nostre ristrette cerchie.

Sono tutti dati importanti, che segnalano un allargamento in corso di quella che è la platea dei libri per ragazzi: è un allargamento che va sostenuto e incoraggiato, da parte di tutti, con generosità e senza specialismi. Noi crediamo di farlo sempre, come collettivo: e di provarci sempre, come individui.

 

Con questo non vogliamo dire che questi siano i migliori anni possibili, come direbbe Candido o forse Renato Zero. Ci sono tante cose che capitano che non ci piacciono e che ci vedono osservatori attenti o militanti schierati. Lo sanno i nostri lettori e lo sappiamo anche noi. Ma lo sanno anche gli altri colleghi che fanno informazione: un’informazione che, a partire dall’esempio delle riviste storiche, non ha paura di prendere posizione.

 

No: sappiamo che sono anni difficili e che gran parte di ciò che abbiamo fatto fin qua, in termini di editoria, di promozione della lettura, di studi, ha bisogno di essere ripensato e rinnovato. C’è tanto da fare e bisogno di tante teste e di tante voci, di tante mani e di tante braccia, e anche di passione: c’è bisogno di suscitare curiosità, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco. Queste sono cose che vorremmo fare sempre di più. Ci stiamo provando.

 

Sono anni interessanti: e sta a noi scegliere se viverli o se guardarli da dietro le lenti di un approccio specialistico. È in corso un lento ma straordinario rinnovo, a tutti i livelli: di idee, di approcci, generazionale, di strumenti di indagine e di pubblicazione. Cerchiamo di farlo insieme, anche a costo di sembrare ingenui. Sempre alla ricerca di compagni di strada e di avventura, senza prese di posizione dettate da altro interesse se non quello di allargare il discorso, di ragionare, di pensare alla letteratura per l’infanzia come a qualcosa che cresce, che cambia, che muta con il suo pubblico, e che vive in continuità con un panorama culturale e letterario più ampio.

 

Sapendo che “come funziona?” e “a che serve?” sono sempre tra le più rivoluzionarie delle domande.

 

Libri Calzelunghe è un collettivo di indagine sulla letteratura per l’infanzia che fa anche una rivista web: orgogliosamente insieme, testardamente sbagliando, casualmente imparando, dal 2015.