Catalogare l’immaginario

Se mettiamo in fila termini come catalogo, lista, museo, collezione, biblioteca, enciclopedia, fino a fare l’elenco dei tanti nomi con valore collettivo che finiscono in –ario e indicano un insieme di parole o immagini (sommario, abbecedario, dizionario, erbario, bestiario, ma anche ricettario e così via…), ecco che si schierano davanti a noi molte delle strutture, strumenti e spazi che l’umanità ha adibito, fin dall’antichità, allo scopo di ordinare le molteplici manifestazioni della realtà.

Alla base di questo tentativo ci sono due azioni: la somma di esemplari, siano essi parole, figure, oggetti, storie o idee, e la loro disposizione secondo un criterio o una forma, che permetta di identificarli e distinguerli da tutto il resto. In un museo un oggetto diventa un reperto, in una biblioteca un volume è “quel” libro, nel vocabolario la parola diviene patrimonio di una lingua.

Il fascino che ha l’organizzazione del sapere e dell’immaginare è quello che, in La vertigine della lista, Umberto Eco definisce come l’oscillazione fra “una poetica del ‛tutto è qui’” e “una poetica dello ‛eccetera’”. Da un lato c’è la sfida a ricomprendere la varietà in una forma compiuta, dall’altra l’ebbrezza di continuare a enumerare all’infinito.

Laroussse Universel 1, 1948, Alexander Korzer-Robinson, libro-scultura

Un progetto catalografico può assumere anche di per sé una finalità estetica o poetica. La storia della letteratura e dall’arte figurativa, passando per la storia della scienza e quella del costume, sono piene di elenchi di cose, elenchi di oggetti, litanie, mirabilia, wunderkammer e tesori, opere che passate in rassegna fanno perdere la testa, sovrabbondanti, fantasmagoriche, multiformi, e che esprimono la complessità dell’immaginario dell’uomo in una forma che è insieme dettagliata e caotica.

Anche la letteratura e l’illustrazione, per ragazzi e non, contemporanee e non, non sono esenti dal fascino dell’elenco e della classificazione, sia che si tratti di riferirsi al mondo della realtà che a quello della fantasia.

Tanto nell’ambito dei primi libri e albi illustrati che nella divulgazione vera e propria abbondano repertori di parole e figure, che assolvono allo scopo di presentare a bambini e ragazzi le informazioni che a loro servono in forma ordinata, ma al tempo stesso immaginifica. Che si tratti di dare i nomi alle cose, scoprire le meraviglie della natura o le molteplici varianti di taluni mondi narrativi, ad attrarre gli autori – ma anche i lettori – verso la catalogazione dell’immaginario è la possibilità di soffermarsi sulla ricchezza di particolari e sul senso di meraviglia di fronte a ciò che è vario e numeroso.

Negli articoli che si succederanno su queste pagine, “catalogheremo l’immaginario” sia come punto di partenza per mirabolanti invenzioni narrative ma anche indagando il metodo compositivo di artisti e narratori e raccontando esperienze di lettura radicate nell’infanzia.

In tutti i casi, “collezionare” e “inventariare” funzioneranno come un antidoto alla genericità e all’impoverimento del linguaggio e l’immaginazione. Sfogliateci!

Little Folks 2
Little Folks, 1925, Alexander Korzer-Robinson, libro-scultura