Le cartografie dell’immaginario

L'isola del Tesoro - Roberto Innocenti
L’isola del Tesoro – Roberto Innocenti

Mappe, cartine, atlanti, schemi: in una parola, cartografie. Disegni di mondi, tracciati di luoghi: in questo numero parleremo di luoghi e mondi immaginari.

Già, immaginari: perché “cartografia” e “geografia” sono due cose diverse. La geografia parla di un mondo reale, tangibile, misurabile; la cartografia si preoccupa di rendere visibile la conoscenza in una forma bidimensionale. Così abbiamo delle “carte geografiche” che uniscono geografia e cartografia, e mostrano il mondo “così come è” (entro i limiti dell’approssimazione); e abbiamo altre cartografie che parlano del mondo “come lo vediamo”, “come potrebbe essere”, o che parlano di altri mondi, o di luoghi particolari. Sono queste quelle che ci interessano in questo numero.

Le mappe raccontano, e lo fanno in tanti modi: possono nascondere o svelare un tesoro, anticipare o riassumere i movimenti dei personaggi, aiutare a orientarsi in una storia complessa, diventare strumenti di gioco e così via…

Le mappe semplificano (approssimano, selezionano, accorpano) e raccontano quello che il loro autore vuole mostrare: si riferiscono a luoghi modello e modellano la nostra percezione del mondo.

Le mappe sono spaziali, e hanno due dimensioni: le storie invece sono più lineari, cioè quasi sempre si snodano lungo una linea sola. I libri sono aperti o chiusi da un indice, che è uno schema lineare; a volte insieme all’indice c’è una mappa: e allora la mappa contiene le possibilità inespresse di quella storia, quelle che l’indice non dice.

Le mappe, infine, servono per trovare o ritrovare: pure, quando parlano di mondi immaginari, servono anche per perdersi, per immaginare cosa accadrà ancora o cosa sarebbe potuto accadere.

Le mappe offrono una visione d’insieme in un solo colpo d’occhio; in questo sono una perfetta metafora di un certo modo di intendere l’editoria per ragazzi: libri che contengono interi mondi, e permettono al lettore di esplorarli, cercarsi e smarrirsi.