Leggo un libro o faccio una ricerca?

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Da bambina amavo sfogliare le enciclopedie e fare ricerche per la scuola, scorrendo gli indici in ordine alfabetico, ricopiando testi e riproducendo immagini. Oggi che sono una bibliotecaria per ragazzi, le enciclopedie e le ricerche scolastiche sono il mio spauracchio. Che cosa è cambiato?

Parlare di approccio alla cultura scientifica fin dall’infanzia non è una questione che riguarda solo chi si interessa di promozione della lettura o di didattica, ma coinvolge tutti.

Sono passati trent’anni e inevitabilmente a cambiare non sono stata solo io, ma anche la scuola, l’editoria per ragazzi e soprattutto l’accesso al sapere. Migliaia, milioni di pagine dense di informazioni sono ora disponibili on-line in qualunque momento. Ciò ha reso obsolete le enciclopedie, che hanno iniziato a scomparire dalle librerie, dalle case e anche dagli scaffali delle biblioteche. Ha dunque ancora senso proporre ad alunni e ragazzi di fare una classica “ricerca” usando uno strumento diverso da internet? Se noi adulti, bibliotecari, insegnanti, genitori, siamo convinti che l’incontro con i libri di divulgazione, oltre quelli di testo, sia importante, che tipo di percorso dovremmo proporre?

Prima di entrare nel vivo dell’annoso rapporto fra ricerche scolastiche, libri di divulgazione e ragazzi, premetto subito che il mio discorso sarà circoscritto esclusivamente al settore delle scienze – tralasciando materie altrettanto importanti come matematica, storia e geografia, arte e musica. In particolare mi concentrerò sugli argomenti di scienze affrontati nel secondo ciclo della scuola primaria e alla letteratura che riguarda gli stessi soggetti.

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Sei zampe e poco più: una guida pratica per piccoli entomologi, scritta e illustrata da Geena Forrest, Milano, Topipittori, 2016

Cultura scientifica, ragazzi e libri

Parlare oggi di approccio alla cultura scientifica fin dall’infanzia non è una questione che riguarda solo chi si interessa di promozione della lettura o di didattica, ma coinvolge tutti.

Lo dice anche Lorenzo Monaco, giornalista scientifico e scienziato ambientale, presidente di Tecnoscienza.it, ente attivo già dal 1996 nell’ambito della divulgazione scientifica, che si interfaccia con bambini e ragazzi attraverso libri e numerosi progetti creativi e didattici. Quando gli domando che cosa alimenta il lavoro di chi la cultura scientifica la promuove quotidianamente, in musei, scuole, biblioteche, mi risponde:

La scienza fa parte della vita di tutti i giorni, non vive solo nelle aule di scuola o nei laboratori. È scienza l’autobus che si usa ogni mattino, è scienza la confezione con cui si porta la merenda, l’avventura dell’osservazione di un insetto su un prato, il calcio che si dà ad un pallone per fare gol. Ma anche – in un mondo più adulto – il benessere dell’ambiente, la nostra salute, le questioni filosofiche su cosa sia la realtà.

L’applicazione delle ricerche scientifiche alle nuove tecnologie ci hanno cambiato e continueranno a cambiare inesorabilmente le nostre vite sotto il profilo di come comunichiamo, come ci muoviamo, come mangiamo, come curiamo il nostro corpo e il nostro pianeta e fin da giovani è importante diventarne consapevoli.

Inoltre mai come in questi ultimi anni ho l’impressione che ci sia stata tanta esposizione, sia attraverso i media che nella cultura popolare, di persone che svolgono professioni scientifiche, dei quali bambini e ragazzi si possono appropriare come modelli.

Ci sono modelli reali come Samantha Cristoforetti (anche autrice e protagonista dell’interessante diario di bordo Nello spazio con Samantha, scritto con Stefano Sandrelli per la collana di saggistica narrata di Feltrinelli Kids), della quale si parla non solo come astronauta ma anche come fulgido esempio di donna nella scienza. Alla faccia dei tanti stereotipi e pregiudizi ancora imperanti, che riguardano anche la lettura di libri scientifici (di questo se n’è parlato sulla stampa generalista, oltre che di settore, e se ne parlerà alla prossima Fiera del Libro per Ragazzi in un incontro promosso da Editoriale Scienza).

Le pubblicazioni scientifiche per bambini e ragazzi hanno avuto un forte incremento in termini di varietà delle proposte.

Altre figure di riferimento per i giovani sono invece totalmente di fiction, come il quartetto di nerd geniali – ai quali si sono nel tempo aggiunte due scienziate donne – della popolarissima sit-com Big Bang Theory  o gli scienziati/inventori/supereroi dell’universo fumettistico, cinematografico e televisivo targato Marvel e Dc Comics.

Indipendentemente da questa popolarità, impossibile per gli addetti ai lavori del settore del libro non notare che negli ultimi anni le pubblicazioni scientifiche per bambini e ragazzi hanno avuto un forte incremento in termini di varietà delle proposte. Ai titoli di case editrici storiche come Editoriale Scienza si sono affiancati quelli pubblicati da Mondadori, anche con il marchio Electa Kids, Rizzoli, L’Ippocampo, ma anche Gallucci, Topipittori, Valentina. In un ambito in continua decrescita come quelle delle pubblicazioni di non-fiction (stando ai dati comparati del rapporto Liber 1987-2015 si è passati da un 25-28% di libri di divulgazione editi ogni anno sul totale a un ben più risicato 16%), ancora nel 2016 i libri dedicati a scienza, tecnologia e natura continuano a essere una presenza significativa e costante sugli scaffali dei libri per ragazzi (i dati completi sul rapporto Liber 2016).

Zoottica (immagine tratta da Viaggaire! Il mio peccato)
Zoottica: come vedono gli animali?, Guillaume Duprat, Milano, L’Ippocampo junior, 2013 (immagine tratta da Viaggiare! Il mio peccato)

Promozione della lettura e divulgazione scientifica

Stando a tutto ciò – l’influenza di scienza e tecnologia nelle nostre vite, la popolarità delle professioni scientifiche, la presenza di un’editoria di qualità – in una libreria o in una biblioteca di pubblica lettura molto frequentate da bambini e ragazzi ci si aspetterebbe di veder spuntare schiere di lettori interessati a leggere Perché siamo parenti delle galline oppure Animalium

Invece, fra gli scaffali di divulgazione della biblioteca, incontro soprattutto alunni che vagano fra i libri perché banditi dall’uso di internet, alla ricerca di testi dal taglio enciclopedico che possano contenere informazioni accurate sulla “tigre siberiana” o sullo “scorpione del deserto”. Possibile che l’approccio agli argomenti scientifici contenuti nei libri che viene suggerito dai loro adulti di riferimento sia ancora di natura compilativa?

Gli insegnanti di materie scientifiche sono i primi che dovrebbero essere informati del fatto che i libri di divulgazione per ragazzi contengono più che semplici informazioni messe in fila e nozioni pronte all’uso.

Sarebbe bello che i libri per ragazzi non avessero bisogno di mediatori per raggiungere i loro destinatari e che i lettori ne fossero spontaneamente attratti. La realtà ci dimostra invece che la mediazione degli adulti è fondamentale per entrare in contatto con i libri. Fra i tanti agenti della promozione della lettura gli insegnanti hanno un ruolo di primo piano.

Come racconta la bibliotecaria Ilaria Francica, che dal 2008 cura la sezione di divulgazione della Biblioteca Sala Borsa Ragazzi di Bologna, “spesso studenti e studentesse che arrivano in biblioteca lo fanno attraverso i loro insegnanti di materie umanistiche, quindi vengono poco instradati verso la cultura scientifica e in questo senso malgrado le sollecitazioni nostre molto spesso abbiamo delle resistenze da parte degli insegnanti che ritengono che leggere divulgazione non sia leggere”.

D’altro canto, gli insegnanti di materie scientifiche sono i primi che dovrebbero essere informati del fatto che i libri di divulgazione per ragazzi contengono più che semplici informazioni messe in fila e nozioni pronte all’uso, ma spesso non è così.

Come già scriveva Beniamino Sidoti nel suo articolo Scrivere divulgazione ai tempi di internet (comparso sulla rivista Il Folletto) “è inutile inseguire la divulgazione sul fronte funzionale, sul versante dell’uso, di quell’uso scolastico. La divulgazione non è ancillare, deve rappresentare non una meta (“leggi questo”) ma un orizzonte (“parti da qui”). Non deve dire le cose da imparare a memoria ma essere memorabile”.

Le caratteristiche che dovrebbe avere un buon libro di divulgazione per ragazzi non replicano quindi quelle di un libro di testo. Secondo Ilaria Francica sono: “grafica e contenuto a pari livello, una costruzione della pagina coerente senza troppe finestre ma con parte predominante di informazioni base, un sommario, una logica interna, non essere banale. Alcuni esempi: La grande enciclopedia dell’Universo (Gribaudo, 2016), Sei zampe e poco più: una guida pratica per piccoli entomologi (Topipittori, 2016), Scheletri. Gli animali come non si sono mai visti (Rizzoli, 2016)”.

Lorenzo Monaco, che in questo periodo sta curando proprio presso Sala Borsa Ragazzi un percorso di promozione dei libri scientifici rivolto alle scuole primarie, aggiunge:

Personalmente ritengo che un buon libro di divulgazione debba far percepire la passione della scoperta, più che elencare fatti e nozioni o affascinare con i disegni. Per fare un esempio estremo, un libro come ‘Le avventure della famiglia Mellops’ [una raccolta di racconti illustrati di Tomi Ungerer, n.d.a] è un libro di scienza migliore di tanti bellissimi albi illustrati, perché fa venire voglia di sporcarsi le mani per esplorare il mondo, invece di elencare semplicemente pianeti, animali, leggi naturali. Un buon libro di divulgazione dovrebbe sempre invitare all’azione, deve essere sempre un’avventurosa storia di detective.

I ragazzi e le ragazze sono generalmente entusiasti di scoprire cose nuove, sono naturalmente curiosi. E la scienza non è altro che un racconto avventuroso di scoperte. Scoperte che fanno gli scienziati ma anche che i ragazzi possono sperimentare in prima persona. Con queste premesse la scienza non può non essere coinvolgente ed entusiasmante. Diventa respingente solo quando viene presentata sbagliando il linguaggio – troppo difficile o troppo semplice – o quando, come in certi contesti scolastici, si assiste al ricatto “o impari questi concetti o prendi un brutto voto”: un approccio sbagliato che vale per qualsiasi ambito del sapere, scientifico e non.

Storie di scheletri, testi di Jean-Baptiste de Panafieu, fotografie di Patrick Gries, Milano, L'ippocampo, 2012
Storie di scheletri, testi di Jean-Baptiste de Panafieu, fotografie di Patrick Gries, Milano, L’ippocampo, 2012

Letture scientifiche a scuola

Senza voler imbastire un confronto con l’editoria scolastica, ma partendo dalla traccia degli argomenti che vengono proposti ai ragazzi del secondo ciclo della scuola primaria, ho raccolto numerosi esempi di libri che mi piacerebbe che entrassero in classe e finissero nelle mani di bambine e bambini a partire dai 9 anni (molte proposte sono adattabili anche ai più piccoli e ai più grandi).

Lo scopo non dovrebbe essere condensarne il contenuto in una ricerca di una pagina (il corrispettivo della scheda di lettura), bensì “sfruttarne” la lettura per il raggiungimento di traguardi più stimolanti. Quali?

Che i libri debbano contribuire a incoraggiare nei più giovani uno sguardo più attento e curioso lo troviamo scritto nelle Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo di istruzione del 2012 che fanno riferimento allo studio delle scienze. Alla fine del primo ciclo della scuola primaria questi gli obiettivi da raggiungere:

L’alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. […]

Esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l’aiuto dell’insegnante, dei compagni, in modo autonomo, osserva e descrive lo svolgersi dei fatti, formula domande, anche sulla base di ipotesi personali, propone e realizza semplici esperimenti. […]

Trova da varie fonti (libri, internet, discorsi degli adulti, ecc.) informazioni e spiegazioni sui problemi che lo interessano.

Lo scopo di leggere libri di divulgazione scientifica non dovrebbe essere condensarne il contenuto in una ricerca di una pagina (il corrispettivo della scheda di lettura), bensì “sfruttarne” la lettura per il raggiungimento di traguardi più stimolanti.

Se alla scuola primaria in quarta i libri di testo insegnano quali siano le professioni della scienza, allora occorrerebbe proporre la lettura di Voglio fare lo scienziato (Mondadori editore), un manuale in cui sono indicati con chiarezza e vivacità gli ambiti di ricerca e le competenze che le aspiranti biologhe marine, botanici, entomologhe, sismologi, devono possedere o essere disposti ad acquisire. Fra gli atteggiamenti richiesti, nella quasi totalità dei casi sono citate la curiosità – che tutti dichiareranno con entusiasmo di possedere – e la pazienza – caratteristica assai meno comune!

Anche leggere biografie di scienziati realmente vissuti e la storia delle loro scoperte, poste quindi in un orizzonte di pratica quotidiana, anche quando si parla di scienze pure, e di relazione con la società all’interno della quale sono state concepite, può dimostrare ai più giovani che gli individui sono da sempre alla ricerca di spiegazioni ai problemi e ai fenomeni che osservano. E che spesso queste risposte sono state ottenute non solo grazie al genio, ma anche grande perseveranza e carattere.

Donne e uomini straordinari sono protagonisti rispettivamente di due collane pubblicate da Editoriale scienza, Donne nella scienza, biografie romanzate affidate a importanti scrittrici per ragazzi affiancate da prestigiose illustratrici, e Lampi di genio, ideata, scritta e illustrata da Luca Novelli con taglio molto brillante (ne sono state tratte anche due serie televisive della RAI, integralmente visibili online). Dopo aver dato voce in prima persona a personaggi del calibro di Archimede, Galileo Galilei, Charles Darwin e Konrad Lorenz, Novelli ha di recente intrapreso una nuova avventura editoriale, che va sotto il nome I genietti di Valentina (Valentina edizioni), in cui fa parlare attraverso testi e fumetti la Terra stessa (Ciao, sono Gea: vera storia di un pianeta unico nell’universo), il Tempo, il numero Zero.

Prima di decidere se intraprendere o no una carriera nelle scienze, tutti i bambini possono più semplicemente allenare il proprio spirito critico e di osservazione, prodromi del “metodo scientifico”, traendo spunto anche dai libri di divulgazione. In molti buoni titoli di questo genere la narrazione procede sotto forma di domande.

Possono essere domande che non prevedono risposte preconfezionate nel libro, ma che devono essere cercate al di fuori di esso, come quelle formulate in La scienza intorno a te: tanti esperimenti per ogni momento della giornata (Editoriale scienza): una guida ai fenomeni che si possono osservare e sperimentare in ambiente domestico e scolastico, organizzati secondo i tipici ritmi della giornata di ragazzi e ragazze d’oggi, che è stata messa a punto dal team dell’Exploratorium di San Francisco, storico museo di scienze dalla vocazione fortemente interattiva.

Un approccio diretto e indagatore ai fenomeni che avvengono nel corpo umano, pagine con tante illustrazioni e poco testo, che invitano i bambini a fare esperimenti, esperienze e attività (compreso un gioco sui rumori del corpo e il gioco dell’oca dell’alimentazione e delle digestione!), sono invece gli elementi caratterizzano Da capo a piedi. Il mio primo libro del corpo umano edito da Gallucci. L’impostazione è la stessa della rivista inglese Okido, che invita i più piccoli a un approccio alle scienze creativo e divertente. Sempre a proposito di corpo umano, Ahi! Prot! Eeetcì! e Smack! Smack! Smack, entrambi firmati da Delphine Godard e Nathalie Weil e pubblicati da Editoriale Scienza, si propongono di rispondere alle domande più imbarazzanti relative a malanni, fluidi corporei, manifestazioni rumorose e indesiderate e sessualità, con un taglio molto ironico ma scientificamente accurato.

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Smack Smack! Smack!, Delphine Godard, Nathalie Weil,Stephane Nicolet, Firenze – Trieste, Editoriale Scienza, 2014

Quelle poste dal giornalista Federico Taddia alle illustri Teste toste protagoniste dell’omonima serie di libri, premio Andersen 2013 per la divulgazione, sono domande impertinenti come quelle che potrebbero formulare dei bambini, ma stimolanti anche per gli adulti per via degli argomenti che trattano. I “capoccioni” coinvolti sono scienziati del calibro di Margherita Hack, dell’evoluzionista Telmo Pievani o del matematico Bruno D’Amore.

Un libro come Storie di scheletri (L’ippocampo edizioni) pone direttamente ai lettori delle domande stravaganti sul mondo animale e sull’evoluzione delle specie (ad esempio “chi è cugino di primo grado della mucca: la zebra o il delfino?”), fornendo gli indizi per rispondere correttamente attraverso immagini e didascalie. Ma l’aspetto che colpisce maggiormente in questo volume di grande formato sono le strabilianti immagini fotografiche su fondo nero, che mostrano esclusivamente scheletri di animali in posa o addirittura in movimento, nascoste sotto alette sagomate.

La cura per l’aspetto estetico e l’impatto della progettazione cartotecnica, se non fini a se stessi, sono uno degli elementi più vistosi che possono contribuire al successo del genere divulgativo, ma queste caratteristiche diventano davvero vincenti quando si uniscono a un contenuto accurato e originale.

È il caso Zoottica: come vedono gli animali? (L’ippocampo junior), un elegante volume che riesce a mostrarci il mondo come lo percepiscono cani, gatti, topi, ma anche aquila, lombrico e ape, attraverso un espediente narrativo e grafico efficacissimo. Ogni pagina ci presenta la testa di un animale e dietro due alette poste all’altezza dei loro occhi ritroviamo un panorama, identico per ognuno, se non fosse per una diversa percezione dei colori, ampiezza del campo visivo, profondità di messa a fuoco. Le molteplici e talora sorprendenti caratteristiche della vista nel mondo animale trovano spiegazione in diverse esigenze di adattamento all’ambiente e sopravvivenza, ma l’aspetto più coinvolgente del volume è ritrovarsi faccia a faccia con i ritratti, fieri e bellissimi, di tante specie diverse.

Sei zampe e poco più (Topipittori) è invece un recentissimo manuale che si rivolge direttamente agli aspiranti entomologi, presentando attraverso disegni minuziosi e precisi le caratteristiche degli ordini di insetti più comuni, facilmente osservabili dal vero nel loro habitat naturale. L’autrice ha preso ispirazione dal lavoro della naturalista e pittrice Maria Sybilla Merian, ben cogliendo lo spirito con il quale l’entomologa tedesca coniugava osservazione e riproduzione attraverso un raffinato linguaggio visivo, come nota anche Anna Castagnoli in un recente articolo sul suo blog Le figure dei libri:

L’editoria didattica, non solo in Italia, ma in Italia particolarmente, è vergognosamente brutta. Non si sa per quale mistero chimico, sembra che estetica e didattica siano due gocce idrofobe incapaci di stare insieme. Nel libro di Geena Forrest, finalmente, un bambino potrà scoprire mille cose scientifiche sul mondo degli insetti accompagnato da disegni eleganti, colori equilibrati, silenzi fatti di bianche pagine di neve. Si può fare didattica con un’estetica curata.

Aggiungo che per gli amanti degli insetti, sono da sfogliare con meraviglia anche Il libro degli insetti e Il regno delle api (entrambi pubblicati nel 2016 Electa kids).

Ultimo ma non ultimo di questa ampia carrellata di titoli (che ancora non esaurisce il meglio dell’editoria scientifica per ragazzi) che consiglio di sfogliare a tutti gli insegnanti, ecco Animalium. Il grande museo degli animali (Electa kids), al quale ha da poco fatto seguito Botanicum. Il grande museo delle piante. Si tratta di un volume di grande formato, che si apre con un annuncio, un invito dal sapore un po’ misterioso:

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Animalium: il grande museo degli animali, Katie Scott, Jenny Broom, Milano, ElectaKids, 2014

 

Basta la parola museo per evocare subito atmosfere un po’ polverose, teche, sale maestose e silenziose. Il fascino del libro sta in questo, nell’essere piacevolmente retrò, nel mostrarci esemplari di tutti i regni animali e i loro habitat attraverso disegni immobili e accurati, che non strizzano l’occhio alle mode grafiche, ma ricordano i taccuini dei naturalisti.

Sfogliando Animalium qualcuno potrebbe osservare che è un libro dal taglio enciclopedico, anche se volutamente non esaustivo, che sembra fatto apposta per ispirare una ricerca metodica e puntuale come quelle che ho criticato fin dall’inizio. Giunta a questo punto, dopo tanto sfogliare, posso solo dire che una volta fatti propri il piacere della lettura e la curiosità per i fenomeni naturali, se si incontra un bel libro ci si può anche abbandonare al piacere di classificare il sapere, compilare una lista, collezionare esemplari… ma questa è un’altra storia (e un altro numero di Libri Calzelunghe)!

 

Un ringraziamento speciale a Lorenzo Monaco e Ilaria Francica per avere condiviso le loro esperienze professionali e osservazioni personali, e a Elena Tamburini e Carlotta Cubeddu per il materiale fornitomi.

 

Bibliografia dei principali titoli citati
Scrivere divulgazione ai tempi di internet, Beniamino Sidoti, in Il Folletto, Istituto svizzero media e ragazzi, aprile 2016
Voglio fare lo scienziato, Elena Gatti, illustrazioni di Ariel Vittori, Milano, Mondadori, 2015
Radioattività in famiglia: la vera vita di Marie e Irène Curie, scritto da Simona Cerrato, illustrato da Grazia Nidasio, Trieste, Editoriale scienza, 2004  e gli altri libri della collana Donne nella scienza
Darwin e la vera storia dei dinosauri, Luca Novelli, Trieste,Editoriale Scienza, 2001 e gli altri libri della collana Lampi di genio
Ciao, sono zero: vera storia di un niente che vale milioni di milioni, Luca Novelli, Milano, Valentina Edizioni, 2015 e gli altri libri della collana I genietti di Valentina
La scienza intorno a te: tanti esperimenti per ogni momento della giornata, Firenze – Trieste, Editoriale Scienza, 2015
Da capo a piedi: il mio primo libro del corpo umano, Sophie Dauvois, illustrazioni di Okido, Roma, Gallucci, 2012
Ahi! Prot! Eeetcì!, Delphine Godard e Nathalie Weil, illustrazioni di Roland Garrigue, Firenze – Trieste, Editoriale Scienza, 2012
Smack Smack! Smack!, Delphine Godard, Nathalie Weil,Stephane Nicolet, Firenze – Trieste, Editoriale Scienza, 2014
Perché siamo parenti delle galline? E tante altre domande sull’evoluzione,  Federico Taddia, Telmo Pievani ; illustrazioni di Roberto Luciani, Firenze – Trieste, Editoriale scienza, 2010 e gli altri libri della collana Teste Toste
Storie di scheletri, testi di Jean-Baptiste de Panafieu, fotografie di Patrick Gries, Milano, L’ippocampo, 2012
Zoottica: come vedono gli animali?, Guillaume Duprat, Milano, L’Ippocampo junior, 2013
Sei zampe e poco più: una guida pratica per piccoli entomologi, scritta e illustrata da Geena Forrest, Milano, Topipittori, 2016
Animalium: il grande museo degli animali, Katie Scott, Jenny Broom, Milano, ElectaKids, 2014