Natura: Ode all’infanzia

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Presagi di immortalità da reminiscenze della prima infanzia.

C’era un tempo in cui prato, bosco e ruscello,
la terra e ogni essere comune
a me sembravano
ornati da una luce celestiale,
la gloria e la freschezza di un sogno.
Non è più com’era prima;
mi giro ovunque posso,
di giorno o di notte,
le cose che ho visto ora non posso più vederle. […]

Intimations of immortality from Recollections of early childhood, Lyrical Ballads (1798) di William Wordsworth (1770-1850)

È un romantico desiderio di fuga a ritroso nel tempo. Si avverte da questi primi versi l’urgente sentimento che aspira alla libertà dell’infanzia, in cui la natura ha una forza attrattiva.

È speciale e preziosa la luce che illumina ogni cosa, la si coglie appieno attraverso gli occhi di bambino, quando le esperienze sensoriali sono così immediate e potenti. L’ode di Wordsworth è un rimpianto per quello sguardo, così pronto e autentico, pieno di stupore frizzante, e pone la natura e il bambino in un piano privilegiato: è una grande novità intellettuale del suo tempo, in cui la città industriale annientava entrambi in un grigio fumo di vuoti e miserie. La sua ricerca di immediatezza dei sensi e il ritorno alla purezza è alla base del Romanticismo inglese.

Wordsworth esalta la meraviglia di un piccolo uomo di fronte alla magnificenza della natura. E l’uomo torna piccolo in questo incanto.

L’uomo romantico si lascia infiammare dalla sublime meraviglia, così ben rappresentata nei dipinti dei pittori di quel tempo.

William Turner, The Devil’s Bridge, Pass of St. Gottard, 1802.
The Devil’s Bridge, St Gothard circa 1803-4, Joseph Mallord William Turner 1775-1851

Gli artisti romantici recuperano l’istintività e l’immediatezza, sono in simbiosi con la natura, e ammirano l’uomo cresciuto lontano da ogni forma di civiltà, che ha connotazioni positive: è il buon selvaggio, figura che Jean-Jacques Rousseau contribuì a creare nell’Émile, (1762). Secondo la sua filosofia antropologica, che tanto influenzò il pensiero romantico, bisognava recuperare la bontà innata della natura: il bambino era visto come un buon selvaggio poiché era ancora, per sua fortuna, incontaminato dalle influenze nocive della civiltà moderna.

L’immaginazione dei piccoli inoltre, scavalca agilmente i limiti adulti, mantiene forte il legame con la selvaticità, e Selvaggia, di Emily Hughes, è un albo ancorato a questo concetto romantico di natura: bella e avvolgente, in cui le fronde delle immagini, così vivide ed evocative, rischiano di catturare anche il lettore.

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La protagonista è selvaggia perché totalmente spontanea, è una voce potente che vive un rapporto autentico con l’ambiente e se stessa. Le barriere della civiltà adulta non riescono a contenere l’esuberanza selvatica della bambina che, come Mowgli, è cresciuta tra gli animali e la vegetazione del bosco. Difficile e doloroso addomesticare la bambina Selvaggia.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_29d81500

È una sensazione piacevole restare imbrigliati dalle illustrazioni che escono dalle pagine.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_42c2eb5c

La contrapposizione con le regole civili in questo caso è forte. La natura è madre, è accogliente ma può essere anche “matrigna”, come ne La Regina del Bosco di Neil Gaiman raccontato da Virginia Stefanini.

Un altro albo esprime con delicatezza le sensazioni nuove, immediate e fresche che un bambino sperimenta quando “entra” nella natura, a piccoli passi compie una importante esperienza sensoriale di crescita e di scoperta. Piacevole e insidiosa.

La natura, si sa, è imprevedibile e sempre più grande di noi. Vale la pena correre qualche rischio. È stupefacente, crea sgomento, attrae anche nelle insidie, come gli artisti romantici cercavano di esprimere nel concetto del sublime.

Nell’erba, illustrato da Komako Sakai su testo di Yukiko Katō, pubblicato da Babalibri, è un albo molto poetico, con una percezione romantica della natura.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_m79e8c1ee

Per inseguire una farfalla, bellissima, la protagonista si allontana dal giardino e si addentra nella sterpaglia incolta, con foglie e fili d’erba più alti di lei. La natura inizia a sovrastarla ma l’attenzione è ancora focalizzata sulle sensazioni nuove, come il prurito e il pizzicore che le foglie le provocano. Anche gli inciampi sono piacevoli distrazioni.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_7fb96049

A un tratto la bambina si accorge che la vegetazione è troppo alta, minacciosa, sono “fili d’erba che, silenziosi, mi guardano dall’alto”.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_4ac638c9

Eppure basta una inaspettata cavalletta, che non spaventa ma stupisce e meraviglia, a riportare armonia con una natura dal fascino altalenante.Mise en page 1

L’erba “accarezza le guance” anche se “mi viene da piangere”.Mise en page 1

Un bellissimo albo che racconta un’esperienza importante, bella eppure spaventosa. È la natura aggraziata e incontrollabile, affascinante e spaventosa e tanto più imponente di noi.

Lo sguardo romantico, quando emerge il sentimento contraddittorio verso la maestosità della natura, risiede nel sentimento di riconciliazione con essa. È l’atteggiamento aperto allo stupore: la natura che affascina e terrorizza, fino al sublime disorientamento, quello che sgomenta per tanta bellezza.

I pittori romantici erano affascinati dalla grandiosa imponenza delle montagne e dalla immensa prepotenza del mare.

William Turner, il Naufragio (1805)
William Turner, il Naufragio (1805)

Per Mare, di Riccardo Bozzi ed Emiliano Ponzi, pubblicato da Lapis Edizioni, ci porta al largo, con tutto quello che comporta. Con poesia e immediatezza ci racconta la contrastante bellezza della natura e del mare, del viaggio che è la vita. Seguiamo quindi la nave che solca il mare ed è subito chiaro che “a seconda dei punti di vista il viaggio può essere monotono o eccitante” e l’imprevedibilità irrompe con l’immagine della tempesta.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_m512e8817

La grandiosità e l’imprevedibilità della natura incombono sulla fragile umanità. L’uomo è piccolo.

La vastità ha i suoi vantaggi, “il mare non ha spigoli, tranne qualche scoglio che bisogna evitare”, e per vivere appieno il viaggio, bisogna assumersi dei rischi: sono affascinanti anche loro, sebbene sia saggio imparare ad evitarli.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_m51d96b3d

“Una tempesta in arrivo o l’avvistamento di un mostro possono essere un brivido piacevole per alcuni, per altri motivo di preoccupazione”Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_m307e8169

E questo mostro è gotico. Ha tutto il fascino di una leggenda antica, di un essere fantastico. È maestoso e inquietante. Insieme alle onde altissime e furenti, è l’immagine di quel misto di meraviglia e disagio che pervade le teorie estetiche del pittoresco e del sublime.

La Natura è emozionante quanto tenebrosa e questo aspetto non fa che accrescerne il fascino, e la rende irresistibilmente attraente: come un vulcano che erutta lava nella notte, spettacolare quanto minaccioso, da lasciare a bocca aperta ma anche da provocare brividi di puro terrore.Natura-sublime-Ode-allinfanzia_html_m4d9d840a

Il senso di vulnerabilità prettamente romantico e più che mai attuale.

Nella volontà di riappropriarsi di un sentimento autentico, soggettivo, per quanto liberatorio, si accoglie un rischio: potrebbe risvegliare paure sopite o rivelarne di nuove, è avvincente ma anche spaventoso.

È importante in ogni caso non rinunciare al viaggio, perché ne vale la pena.

Il mostro, le tenebre e le paure della ciurma richiamano l’immaginario della produzione artistica del Gothic Revival. L’arte romantica invitava al recupero di una più consapevole sensibilità, a lasciarsi andare alle forti emozioni della vita vissuta in modo più autentico, a stretto contatto di una natura anche travolgente.

Emozioni che l’arte rende vivide.

Le parole di Wordsworth suggeriscono che il bambino è padre dell’uomo perché si lascia emozionare senza pregiudizi. È genuino, dotato di purezza e predisposto allo stupore, è ancora autentico come il “sentimento della natura”.

L’arcobaleno, The Rainbow

Il mio cuore esulta al cospetto
dell’arcobaleno che sta nascendo:
come venendo al mondo;
come nel sapersi uomo;
così, nello scoprirsi vecchio,
mi sia data la morte!
Il Bambino è padre dell’Uomo
e siano i miei giorni
l’uno all’altro stretti
dal sentimento della natura.

Bibliografia:
Wordsworth e Coleridge, Ballate liriche, Mondadori, 2003 
Selvaggia, di Emily Hughes, Settenove Edizioni, 2015 

Nell’erba, illustrato da Komako Sakai e il testo di Yukiko Katō, Babalibri, 2011 

Per Mare, di Riccardo Bozzi ed Emiliano Ponzi, Lapis Edizioni, 2016
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Collabora con la rivista letteraria online /Book avenue, nella rubrica Piccoli Lettori Crescono, in qualità di redattrice, occupandosi di recensioni di libri per bambini e ragazzi. Scrive storie, rivolta ai ragazzi, e promuove laboratori e approfondimenti di lettura. Dopo qualche piccolo premio letterario e l'inclusione nel catalogo del concorso Syria Poletti/Sulle Ali delle Farfalle 2013 (Sacile), nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo per ragazzi, La vacanza spettrale.