A spasso con i libri selvaggi

pubblicato in: Interviste, Sentieri naturali | 1

Per parlare di natura abbiamo scelto una professionista, compagna di strada e amica, Francesca Casadio Montanari: professionista perché Casadio Montanari si occupa di natura e libri per ragazzi da anni, come naturalista e guida naturalista, come autrice e come lettrice; compagna di strada perché Fra Casa è anche lei blogger con La casa di Fra; amica perché l’amicizia è anche quella cosa per cui ti dai del tu e ti dai appuntamento anche solo per fare una passeggiata.
Quindi, ciao Francesca, e grazie per questa passeggiata insieme lungo i #sentierinaturali. Come prima cosa ti chiediamo di scegliere un percorso naturalistico lungo cui accompagnarci: dove ci porterai?

I miei percorsi in natura sono disordinati. Forse perché lavorando insieme ai bambini sono abituata a cambiare direzione e a perdermi tra sentieri impensati e scoperte inattese. Quando sono nel bosco, la sua voce magnetica e selvaggia risuona forte in me, e nel tempo ho imparato a coglierne le sfumature e a farla vibrare negli esploratori che accompagno. Se avete voglia di perdervi, vi guiderò tra alberi vetusti, arbusti fruscianti e tracce nascoste. Con uno zaino ben provvisto di libri, naturalmente.

Partiamo
Partiamo

Partiamo allora. Alla nostra destra una naturalista, alla nostra sinistra una scrittrice di libri per ragazzi. Cosa hanno in comune questi due aspetti della tua vita? Come ti raccontano?

Sono due aspetti strettamente legati. La natura ogni giorno ci racconta qualcosa di speciale, spesso in modo silenzioso e discreto, ma quanto mai appagante per chi la osserva con occhio curioso e attento. Il suo linguaggio mi ha affascinato fin da bambina, così come i libri illustrati e le storie in essi custodite. Le scelte formative e professionali (dopo la laurea in Scienze Naturali ho cominciato a occuparmi di educazione ambientale, a lavorare con le scuole e a intrecciare alle mie attività la passione per la letteratura per l’infanzia) mi hanno dato la possibilità di tradurre questo linguaggio e di farlo mio allo stesso tempo. I luoghi e le esperienze vissute all’aperto nel corso degli anni sono stati fonte d’ispirazione per creare mondi naturali e scrivere storie, tendendo continuamente l’orecchio alle piccole voci nel bosco, umane e non umane.
Verde tutt’intorno, respiriamo a pieni polmoni. Come e quando crei le tue storie? Come nascono e quando prendono il volo?

In genere nascono da suggestioni e incontri in natura, o tra le pagine di un libro illustrato. Sono spunti improvvisi, lampi, come il vibrare della coda di un uccello, che in qualche modo si fissano nella mente e iniziano a mettere radice. Poi mi metto al lavoro, con l’obiettivo di trovare un’armonia tra immaginazione e precisione naturalistica, che mi sta molto a cuore.

La bellezza in ogni dove. Ci racconti come hai conosciuto Marina Cremonini, pennello perfetto, e come avete capito che eravate fatte per lavorare insieme?

Sei anni fa ero alla ricerca di un illustratore per una raccolta di racconti, e navigando in rete tra i portfolio degli iscritti all’Associazione Autori di Immagini, mi sono imbattuta nei boschi e nei gufi di Marina Cremonini, artista di Bologna (come la sottoscritta). È stato amore a prima vista per i suoi acquerelli, così poetici e vitali, e la presenza di rapaci notturni tra i miei personaggi mi ha convinta a contattarla e a inviarle i miei testi. Ci siamo subito piaciute, capite, e le sensibilità affini hanno dato vita a una collaborazione proficua, proseguita fino alla recente pubblicazione del nostro secondo libro, e a un’amicizia profonda. Credo davvero che il bosco abbia tessuto le proprie trame.

 

Guardandosi intorno
Guardandosi intorno

 

Sentieri poco battuti. Scovi spesso libri non italiani che raccontano la natura. Cosa c’è all’estero che potremmo cercare nella letteratura per l’infanzia “naturalistica”?

Natura è diversità, complessità e poesia. Definirei letteratura naturalistica quella che mira a valorizzare queste caratteristiche con serietà, competenza e capacità di emozionare, nei testi e nelle illustrazioni. Non mi riferisco solo a libri di divulgazione, ma anche a narrativa e albi illustrati.

I bambini imparano a distinguere una chiocciola da una lumaca con la stessa facilità con cui si emozionano per il rumore delle foglie dei pioppi mosse dal vento. Dare il giusto nome agli elementi naturali, ad esempio, non è un’inutile pignoleria, ma è l’occasione per rispettare l’essenza della natura, rendendo ancora più potente il suo abbraccio con l’arte. È fondamentale dunque partire da un lavoro di ricerca scrupolosa, e sono numerosi gli editori stranieri che mi regalano soddisfazione in tal senso. Penso a case editrici francesi, tedesche, scandinave, nordamericane, coreane, che dedicano ampio spazio alla natura. Ogni anno, durante la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, immergersi nei loro stand e nei loro libri è un susseguirsi di meraviglie. Non meno importante è il modo in cui vengono rappresentati i bambini e in cui viene raccontato il loro stare all’aperto. Bambini tutt’altro che eterei, con i piedi sporchi e le gote arrossate, intenti a giocare con la terra e ad arrampicarsi sugli alberi, perché la conoscenza passa attraverso l’esperienza, il gioco e una buona dose di selvatichezza. Bambini come quelli protagonisti dei libri di Lena Anderson e Gerda Muller, due autrici e illustratrici sublimi. Purtroppo di Lena in Italia è stato pubblicato troppo poco!

 

Lavori con tantissimi bambini nella divulgazione scientifica. Cosa li appassiona e affascina nella natura? E nella letteratura? Ci sono elementi comuni?

In natura, così come nella letteratura, non tutto può essere immediatamente compreso e interiorizzato. Ciò che è ignoto, diverso, mutevole, esercita un grande fascino nei bambini (e non solo), suscita il desiderio di sapere e comprendere, ma è necessario sviluppare una connessione diretta, continuata, non fugace e superficiale.

Per un bambino visitare un bosco e tornarci più volte nelle diverse stagioni dell’anno significa acquisire una consapevolezza sempre maggiore delle sue complesse dinamiche, equivale e leggere e rileggere un libro intuendo via via più dettagli e informazioni in merito a storia, personaggi e ambientazione, e provando un ventaglio di emozioni sempre più ampio. Le pagine di un libro consentono di accompagnare e proseguire le esplorazioni in natura, che si arricchiscono di significati, lasciando però spazio a interpretazioni personali legate a età e sensibilità dei singoli, nel pieno rispetto delle diversità.

 

Un momento di ristoro
Un momento di ristoro

 

Ragazzi, natura, promozione della lettura: come si potrebbe trovare una buona fusione tra questi ingredienti?

Nel mio piccolo sto sperimentando un sentiero. Da un paio d’anni, in collaborazione con biblioteche ed enti parco, organizzo un’iniziativa che sta incontrando il favore di numerose famiglie. Si tratta di A spasso con i libri selvaggi, passeggiate che conducono alla scoperta di ambienti ricchi di biodiversità o di aree verdi cittadine, durante le quali si alternano momenti di esplorazione e osservazione e momenti di lettura di testi e albi illustrati che raccontano la natura e la vita all’aria aperta, capaci di incuriosire, divertire e innescare domande. L’obiettivo è quello di promuovere la lettura attraverso la conoscenza del territorio, e viceversa. Credo sia importante fornire strumenti e occasioni per incoraggiare una frequentazione capillare e feconda dei luoghi dei libri e dei luoghi della natura, fondendoli in un unico “nido” accogliente e affascinante.

 

Si torna a casa. Quali libri portare con sé dai propri #sentierinaturali?

Mettersi in cammino, esplorare, percorrere un sentiero nella natura significa vivere un’avventura, fatta di incontri, sorprese, relazioni. Quando torniamo non siamo mai gli stessi, sia nell’approccio con il mondo naturale sia nel rapporto con i compagni di viaggio. Scegliere tra i libri che riempiono di volta in volta il mio pesante zaino sarebbe difficile. Ne nomino uno che recentemente mi ha commossa, e che ha toccato le corde del cuore di tanti ragazzi che lo hanno letto insieme a me durante le nostre passeggiate: Ti ricordi ancora, di Zoran Drvenkar, illustrato da Jutta Bauer per i tipi di Terre di Mezzo. È il racconto di una vita insieme, in cui la natura non fa soltanto da sfondo ma è una divertente, poetica e talvolta bizzarra compagna di avventure e di vita … “perché chi ha paura delle avventure può restarsene a casa”.

Una Risposta

  1. […] segnalo infine una mia intervista per i tipi di Libri Calzelunghe, un progetto nato per fare rete intorno ai temi della letteratura per l’infanzia e […]