The dark side of the book

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C’è un momento, il momento del dubbio, che è facilmente riconoscibile negli occhi di un genitore, un adulto, nel momento in cui in libreria soppesa un libro di fiabe di Perrault, un albo illustrato dalla sensazione cupa, un libro per piccolissimi dal finale disarmante. È il momento in cui si chiede: cosa farò nell’attimo in cui, leggendo la fiaba della buonanotte alla mia bambina, mi troverò a dover pronunciare “…cominciò a vedere che il pavimento era tutto coperto di sangue rappreso e che in quel sangue si riflettevano i corpi, appesi lungo le pareti, di tante donne morte […]”? Sarò in grado di rispondere allo sguardo interrogativo o turbato che lei mi lancerà, giocoforza? È il momento che si concede per valutare, per l’ennesima volta, se quelle illustrazioni così drammatiche, così dirette, siano davvero, davvero necessarie, e se non sia invece il caso di propendere per qualcosa di meno complesso, di più morbido.

Lo stesso momento del dubbio che assale chi legge – perché quel romanzo occupa gli spazi più disparati della casa, perché il proprio ragazzo adolescente non perde un minuto per leggerlo, e la curiosità è mamma, ma più spesso papà – romanzi spietati, in cui nulla è celato, tutto è palese. Anche quella violenza, quella crudeltà che è quotidiana nella realtà ma che pare amplificarsi quando si mette nero su bianco. Cosa trovano ragazze e ragazzi in questi romanzi? Cosa li rapisce della crudeltà senza rimpianti, dei finali che non lasciano scampo?

Didascalia per l'immagine: Barbablù, Élodie Nouhen, Charles Perrault, tutte le fiabe – Donzelli editore 2011
Barbablù, Élodie Nouhen, Charles Perrault, tutte le fiabe – Donzelli editore 2011

Si applica ai libri che abbiano in sé un po’ di verità (o tante verità, ciascuna con un proprio, considerevole, peso), lo stesso trattamento che un tempo piuttosto lontano si riservava a chi assumesse comportamenti scandalosi. I libri disobbedienti sono le Signore delle camelie dei nostri giorni, su cui stampigliare lettere scarlatte difficili da cancellare se non attuando uno strappo deciso.

E quello strappo vogliamo darlo noi, con tredici articoli, tredici diversi punti di vista sui libri disobbedienti che non hanno timore di raccontare di bugie e bugiardi convinti, di narrare di ladri, di delatori. Di fratelli che non hanno alcuna pietà nell’uccidere o vessare, di donne costrette alla solitudine. Di libri veri e straordinari, non riconosciuti per un alone grigio che li ricopre o che oscura lo sguardo di chi li incontra e li osteggia, li dileggia. Di antieroi che non si redimono mai, e vincono. Di bimbi che danno spazio ai loro istinti più puri, che si travestono per avere la possibilità di essere più profondamente sé stessi.

Lo stesso momento del dubbio assale genitori cui desideriamo suggerire qualche strumento per proteggersi da decisioni imposte, oscurantiste, volgari.

Non esistono libri cattivi, esistono libri mediocri e questi ultimi non ci riguardano, non ne consideriamo nessuno perché è necessario non dar loro spazio. Quelli che consideriamo sono libri straordinari, come la sensazione liberatoria e rigenerante di un tuffo nell’acqua gelida: è splendida, ma bisogna superare il momento del dubbio, che sempre ci assale prima di saltare.