Mori no Oki no Ochakai – The Tea Party in the Woods

tea party 1Scivolare via dalla realtà.

Oltrepassare l’invisibile, andare oltre nel tentativo di costruirsi un differente qui e ora, un posto più confortevole dove ritrovare l’equilibrio e spazzolar via dai panni la paura, proprio come se fosse polvere, o neve…

tea party 2

…di un bosco, senza più alcun rumore. Alberi spogli, nodosi, come braccia e mani protese, intirizzite, da parer secche. L’affondo del passo nella neve alta e soffice, come irreale. L’eco dello scricchiolio in quell’ovatta. In quell’intorno rarefatto, sottile come una nuvola di respiro, la realtà si allenta, smaglia silenziosa creando un passaggio. Swoosh… Superarlo è impercettibile a livello conscio ma l’inconscio si sa, è bambino. Così il fantastico entra, si sovrappone al reale e poi… avvolge.

tea party 3

Dentro, caldo, hanno un cristallino e gioioso suono le chiacchiere del primo mattino. La luce del giorno sfuma l’ombra sui muri e sugli oggetti non permettendo al nero della matita pastosa di Akiko Miyakoshi di rendere cupo quell’interno famigliare. Gli abiti sono confortevoli e caldi come la presenza di mamma e papà e l’ordine domestico. E il tepore rassicurante della propria casa. Lasciata lì, sul rettangolo composto della seduta della sedia, una scatola quadrata, è appoggiata leggermente storta come se in quell’ordine il suo disordine volesse proprio attirare l’attenzione. Papà ha dimenticato la torta per la nonna! Affrettandosi Kikko ottiene il permesso di raggiungerlo e forse di continuare con lui la strada verso casa della nonna.

tea party 4

Ma il bosco è troppo quieto così bianco e freddo. I passi di Kikko l’unico suono del grande inverno. Abbandono e solitudine la sensazione che comincia a impadronirsi di lei, e poi… freddo. Le impronte lasciate da papà sono allora il particolare sul quale tenere l’attenzione e a cui ancorarsi, per mantenersi saldi. Niente panico, è solo il bosco. E Kikko conosce bene quel bosco.
All’improvviso l’affondo nella neve alta, la caduta, la bella scatola rovinata e sullo sfondo un uomo col cappello, stretto nel suo cappotto cammina, inutile chiamarlo, non si volta come non sentisse, come non sapesse di essere lui papà…

tea party 5

Una casa apparsa dal nulla, mai veduta prima conferma il passaggio. Non c’è mai stata lì una casa, Kikko lo sa, lo sta pensando, fornendo un indizio al lettore. La casa, bella e signorile, è il confine sul fantastico.

Kikko nel mondo di là ha trovato la soluzione alla paura, all’ambiente che si è fatto ostile sebbene famigliare, conosciuto, a quell’essere sola ad attraversare il bosco.

L’effetto sorpresa delle successive pagine non smetterà di meravigliare lettura dopo lettura e il finale festoso rassicurerà il lettore.

tea party 6

Kikko, dopo un lungo tea party in the woods, arriverà a casa della nonna, al di là del bosco. Un’ultima occhiata verso quel fitto, innevato e freddo bosco, prima di entrare come a rassicurare il lettore: il fantastico è lì e attende per riportarci sempre verso casa. Alla nostra casa. Lontano dalla paura.

tea party 7

Non sei mai solo nel bosco, Kikko sorride sicura che i suoi nuovi amici l’abbiano sentita.

The Tea Party in the Woods, scritto e illustrato da Akiko Miyakoshi, 2010
tradotto in inglese dal giapponese da Kids Can Press, 2015, euro 14,62