Un livre pour Élie

IMG_6404Una giornata come tante altre al 54a.

Della casa, dove lei ama restare, il suo luogo è la biblioteca di papà. Alcune presenze, la poltroncina zebrata, la porta in pelle a canapè come la corazza di un animale venuto chissà da dove, i fili della lampada da lettura come sottili serpenti sono incontri noti e quotidianamente inaspettati. Incontri a cui far caso. Lèa là, sdraiata come ogni giorno, sul pavimento ricoperto di moquette verde, come fosse un prato, alcuni cuscini colorati. Appoggiata la testa alle gambe della zebra dalla particolare foggia, Lèa legge, sfoglia, si attarda a osservare, prosciugare, assorbire con occhi sempre attenti e vivaci le figure dei libri.

<em>Un livre pour Élie</em>, Nikolaus Heidelbach - Seuil Jeunesse, 1998
Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach – Seuil Jeunesse, 1998

È lì che il movimento tra i mondi inizia. Si entra e si esce come da una porta a vento, per un altrove chissà dove o per tornare rientrando, dove rientrando potrebbe voler dire uscire nuovamente in un altro altrove. Altalenanti confini di realtà possibili.

Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach - Seuil Jeunesse, 1998
Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach
– Seuil Jeunesse, 1998

Di libro in libro. Scaldando il cuore, promettendo vite felici e finali lieti, narrando verità che lasciano così, coi piedi per terra o altrimenti, abbattendo ogni barriera, superando tutti i confini, uscendo dalla realtà per volare… via!

Questi i libri che assomigliano ai bambini, mostrano cose che loro vedono distintamente, di cui hanno memoria, conoscono, e con le quali convivono in continuo movimento magmatico.

Libri che parlano di luoghi infiniti tra il muro e la parete dell’armadio, di eventuali spazi possibili possibilmente abitati. Luoghi inusuali in spazi quotidiani. Luoghi in cui draghi e basilischi risiedono, dove in mezzo c’è anche il mare, dove è possibile volare così come respirare sott’acqua. Ci sono libri che lasciano il segno. Lèa lo sa.

Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach - Seuil Jeunesse, 1998
Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach – Seuil Jeunesse, 1998

Libri tempestati di stelle, dove solo un pensiero cieco può pensare a quella treccia di seta rossa, saldata al dorso, come al mero trova pagina dopo che si è stati via per un po’.

Aprendo il libro in quel punto la treccia vi penderà dentro, non adagiata nel suo spazio tra la piega della pagina, ma come da un soffitto. Ben altro ha da fare che tenere il segno, o forse il segno lo tiene su ben altro possibile.

Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach - Seuil Jeunesse, 1998
Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach – Seuil Jeunesse, 1998

A sinistra di quel foglio, solo bianco, uno spazio non scritto, perché chi sa, riconosce il momento. In quel punto non è necessario aggiungere nulla. Una scala blu porta sù, diretta verso il cielo. Ma un buon occhio attento e curioso, ripieno di immagini possibili ben sa che la realtà spesso non è quella che si vede e ciò che sembra salire può scendere, soprattutto se già si arriva da un firmamento di stelle, e se quella treccina di seta rossa in realtà potrebbe essere una liana, all’occorrenza. Con un balzo da quello scalino tra le nuvole la afferri, una spinta, Élie sulle spalle aggrappato, titubante tra lo spavento e l’incredulità di chi un libro non lo ha mai aperto. E dopo poco, trovato l’equilibrio lasciare la treccina e librarsi libera nell’aria gambe tese, piedi sù, braccia aperte, occhi chiusi ad annusar quell’aria.

<em>Un livre pour Élie</em>, Nikolaus Heidelbach - Seuil Jeunesse, 1998
Un livre pour Élie, Nikolaus Heidelbach – Seuil Jeunesse, 1998

E poi, senza tregua… due artigli giganti Lèa a testa in giù, catturata, portata via! Èlie frastornato – a lui che leggere non diverte, sempre in giro sullo skate – in acrobazie da caduta libera. Èlie che salverà Lèa dal drago gigantesco dopo aver scalato l’alto picco, popolato da animaletti fantastici, gettando giù dal dirupo un pollo arrosto, forme simili per simili destini. Il percorso a ritroso, saltando giù dal picco, sulla barca, in un mare di pesci grandissimi, variopinti, mimetici sino alla cascata dove ancora in caduta libera verso quel cielo nuvoloso, verso quella treccina di seta rossa che agguantata… un’ uscita da ginnasta olimpionico e è tempo di salutarsi. Èlie ha lo skate sotto il braccio, Lèa il libro che deve riporre lassù in alto sullo scaffale. Ora hanno un quotidiano condiviso, uno spazio tra le pagine di quel libro magico. Un posto dove ritrovarsi.

Lèa lo sapeva, un giorno lo avrebbe trovato il libro per trattenere Èlie. Un libro dove tutto quello che c’era dentro poteva diventare vivo. Reale come il morso di un serpente sul collo.

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L’immaginario quotidiano ha confini labili, la mente aperta all’incredibile dei bambini e la forma di un cerotto sul collo.

Un livre pour Élie
di e illustrato da Nikolaus Heidelbach
Edito Seuil Jeunesse, 1998
Lingua francese