LeMilleUnaMappa: un caso editoriale

C’è una collana editoriale per l’infanzia che in Italia ha creato un “genere” e ottenuto il plauso di critica e lettori. Una collana che nel 2012 è stata premiata come “Miglior progetto editoriale” dalla redazione della rivista ANDERSEN e dai fondatori della Libreria dei Ragazzi di Milano, con la seguente motivazione:

Per aver dato vita a una collana fortemente originale sul piano della realizzazione grafica e in felice equilibrio fra narrazione e divulgazione, presentazione di celebri fiabe o testi classici e percorsi storico-geografici. Per una proposta cresciuta nel tempo per rigore e qualità, interesse e piacevolezza.

Sto parlando di LeMilleUnaMappa, progetto ideato da Luisella Arzani e pubblicato da EDT Giralangolo. Una collana che, nel 2010 (anno in cui è uscito il primo titolo, Biancaneve – Dal Castello della Regina al Castello del Principe, di Chiara Fedele e Pino Pace), ha rappresentato una scommessa per una casa editrice indipendente, attiva da appena tre anni, e il tentativo di dimostrare a se stessa ma soprattutto all’esterno di essere dinamica, aperta a nuove sfide, pronta alla sperimentazione.

Oggi i titoli che la compongono sono 14 e la ricerca di nuove storie da riscrivere e illustrare attraverso una cartina di grande formato da aprire e distendere sul pavimento, da osservare volendo anche sdraiandocisi sopra, è sempre aperta. LeMilleUnaMappa hanno dapprima stupito il pubblico e gli osservatori, poi col tempo, e la loro ottimizzazione grafica e concettuale, sono cominciate a diventare un modello riconoscibile e richiesto, un unicum a cui successivamente altri editori si sono ispirati (si pensi alle proposte di mappe turistiche per bambini oggi in commercio, per accompagnare le visite dei piccoli alla scoperta di città e monumenti cittadini, come Pimpa va a Milano, Pimpa va a Roma, Pimpa va a Bologna ecc. della collana Città in Gioco, Franco Panini Editore, o alle proposte di Italy For Kids. Non è un caso che l’esperienza del marchio EDT provenga proprio dall’editoria di narrativa di viaggio e di guide).

Le scoperte di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Giorgio Sommacal e Pino Pace
Le scoperte di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Giorgio Sommacal e Pino Pace
Le scoperte di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Giorgio Sommacal e Pino Pace
Le scoperte di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Giorgio Sommacal e Pino Pace

Ma perché LeMilleUnaMappa hanno trovato terreno fertile nel panorama editoriale italiano? Qual è la loro storia? Come sono nate?

La miccia che ha fatto accendere la classica lampadina arriva direttamente dalla voce di Luisella Arzani:

Mi successe che parlando con un’amica grafica del più e del meno, di libri e di illustratori, lei mi disse di aver visto un libro in cui si raccontava la storia di Cappuccetto Rosso e, tra le varie illustrazioni, ce n’era una che raffigurava il percorso per arrivare alla casa della nonna. In quel momento mi si accese la proverbiale lampadina: quanto sarebbe stato bello raccontare fiabe e classici attraverso una lente nuova, puntata sulla dimensione spazio-temporale, sui luoghi in cui si muovono i protagonisti addirittura visualizzandoli in forma di mappa, mi dissi? E perché non pensare a una mappa vera e propria, come quelle dei grandi, di grande formato e ripiegata a fisarmonica in un astuccio? Pensai proprio alle mappe Michelin, pensai ai genitori che consultano la loro mappa, e ai bambini che ne hanno una tutta loro, e la consultano per vedere la strada che bisogna fare per andare dal castello della matrigna a quello del principe, passando per la casa dei sette nani, e la seguono mentre gli viene raccontata la storia, o mentre se la raccontano da sé.

Cappuccetto Rosso e il sentiero nel bosco, di Chiara Dattola e Pino Pace
Cappuccetto Rosso e il sentiero nel bosco, di Chiara Dattola e Pino Pace
Cappuccetto Rosso e il sentiero nel bosco, di Chiara Dattola e Pino Pace
Cappuccetto Rosso e il sentiero nel bosco, di Chiara Dattola e Pino Pace

Immergersi in una mappa è un’esperienza affascinante per un bambino, che può immaginarsi scenari e posti sconosciuti, seguire con il dito le ramificazioni dei tanti percorsi possibili, far viaggiare nel tempo e nello spazio personaggi fantastici o rendersi egli stesso protagonista del cammino.

L’idea di Luisella Arzani ha trovato una risposta entusiasta in casa editrice, ma sono trascorsi diversi mesi prima che dalla teoria si potesse passare alla pratica. L’ostacolo principale consisteva nel trovare il materiale giusto con cui realizzare le mappe: doveva essere antistrappo (aspetto fondamentale per un prodotto che avrebbe dovuto essere maneggiato dai bambini!), poco costoso, riciclabile, facilmente apribile e richiudibile, che assicurasse un’ottima resa a stampa dei colori. Dunque oltre a essere pratica, funzionale, semplice da usare, la cartina non doveva in alcun modo mortificare la qualità delle illustrazioni o apparire scadente.

Il tentativo di definire l’indefinito

Fin qui il ragionamento “tecnico” sotteso alle Mappe, ma la loro unicità risiede evidentemente nel concept che le ha animate, come sottolineano le parole di Walter Fochesato su Andersen: “[…] Ma da subito, quel che ha convinto è stata la scelta di definire un territorio il più vasto e indefinito possibile”  (Andersen n. 293, giugno 2012). Definire, ovvero circoscrivere, un territorio immenso, sfuggente, immaginario come quello delle fiabe e storie classiche. Qui risiede la magia: tracciare dei confini intorno a ciò che limite non ha, perché si espande da secoli nella fantasia di tutti i bambini del mondo.

Le innovative cartine di LeMilleUnaMappa consentono di pensare a una fiaba o a una storia famosa nella sua dimensione geografica, spaziale, temporale, oltre che narrativa. Permettono di avere un colpo d’occhio generale sul percorso compiuto dai protagonisti e di muoversi tra regni incantati e letteratura di viaggio come se ci si spostasse lungo le strade della propria città. Al pari delle cartine degli adulti, che tanto fascino e interesse suscitano nei più giovani, queste Mappe dell’immaginario sono piene di dettagli, informazioni e descrizioni che aggiungono curiosità ed elementi di “realtà” alle storie. Non si tratta semplicemente di bei poster illustrati, piuttosto di originali narrazioni, itinerari illustrati carichi di suggestione.

Dispiegando la mappa di Hansel e Gretel, per esempio, si possono seguire i passi dei fratellini compiuti per arrivare alla casetta di marzapane e nel contempo avere un’anticipazione di come si presenta l’ambigua dimora al suo interno… Aprendo quella di Pinocchio è possibile avere una panoramica esaustiva di tutti gli strani e inquietanti personaggi e luoghi in cui si imbatterà la marionetta. Tutto è a portata di sguardo, bello, grande e visibile, senza dover girare le pagine. I bambini che non sanno leggere possono affidarsi alla loro personale decodificazione della mappa inventandosi una, dieci, cento storie. I più grandi, possono seguire la narrazione in modo ordinato, facendosi guidare dai riquadri di testo numerati, oppure scegliere una lettura frastagliata, a salti, libera, concentrandosi su quello che solletica maggiormente la loro curiosità (del valore inclusivo delle mappe come strumento di lettura parla anche Carla Colussi nel suo articolo Mappe per conoscere).

Penso che sia un’esperienza creativa potente, un gioco libero, più libero della lettura della storia di un libro. È un po’ come immergersi nella vicenda anziché esserne spettatori, e dunque notare anche luoghi, dettagli, elementi marginali che nella semplice lettura o nella rappresentazione tradizionale rischiano di restare sommersi (Luisella Arzani).

La fiaba, per via della sua natura fluida di narrazione orale, tramandata di bocca in bocca da secoli, è continuamente esposta ai venti del cambiamento. Esistono riscritture, rovesciamenti e riadattamenti delle fiabe tradizionali perfino più intriganti e sconcertanti delle versioni originali. Ma nessuno, prima di EDT Giralangolo, aveva pensato alla Mappa come chiave di lettura, permettendo una visione d’insieme dei personaggi, delle ambientazioni e delle azioni. In questo caso non si tratta di una riscrittura o semplificazione, ma di una lettura diversa, di un’interpretazione visiva dell’opera, che dà la possibilità anche ai più piccoli di avvicinare in forma ludica i testi classici e che sollecita a scavare sotto la superficie delle cose.

Il lavoro progettuale che c’è a monte mi sembra enorme: scegliere quali siano i luoghi/momenti da includere nel percorso; accertarsi che ogni tappa del viaggio abbia un senso; rispettare la successione temporale, senza dimenticare di narrare fatti, scoperte e personaggi significativi. Come dichiara Pino Pace, autore della maggior parte dei titoli della collana, il creatore della mappa deve saper scegliere “l’itinerario possibile nella mappa infinita delle trame”. E con la mappa davanti agli occhi, i bambini dovrebbero avere tutti gli strumenti per muoversi al suo interno senza il timore di “perdersi” o di non capire.

La scelta delle strade possibili

Cosa non può mancare e deve necessariamente essere rappresentato nella Mappa?

Ce lo spiega Pino Pace, che ha avuto modo di partecipare fin da subito alla messa in pratica dell’idea:

Io distinguo tra mappe ‘piccole’ e mappe ‘grandi’. Il formato è sempre lo stesso (66×98 cm), ma le ‘piccole’ sono le storie per i più piccoli: I tre porcellini, Hansel e Gretel, Cappuccetto Rosso. Le ’grandi’ sono Viaggio al centro della Terra, Alice nel paese delle meraviglie, Il viaggio di Marco Polo ecc. Per quanto riguarda le mappe piccole la storia viene narrata due volte, sulla mappa e in un’altra versione sul recto, dietro alla mappa, in maniera che potremmo definire integrale. Se avesse un senso usare l’aggettivo ‘integrale’ per queste storie: la gran parte erano narrazioni orali, trascritte, riscritte, ri-raccontate innumerevoli volte. La mia non è altro che un’ulteriore versione, quello che fanno milioni di genitori, nonni ogni giorno in tutto il mondo raccontando a memoria una storia ai bambini.

Per le mappe grandi, perdere un po’ di definizione è inevitabile, la mia storia è un riassunto, estremo a volte. Il Diario di un naturalista di Charles Darwin, da cui ho tratto la MilleUnaMappa Il viaggio di Charles Darwin dall’Inghilterra all’Australia, è un libro di quasi 600 pagine, che ho ridotto a quattro cartelle circa. Però l’impegno è quello di farci stare tutto quello che ci deve essere.

Il viaggio di Marco Polo da Venezia alla Cina e ritorno, di Allegra Agliardi e Pino Pace
Il viaggio di Marco Polo da Venezia alla Cina e ritorno, di Allegra Agliardi e Pino Pace
Il viaggio di Marco Polo da Venezia alla Cina e ritorno, di Allegra Agliardi e Pino Pace
Il viaggio di Marco Polo da Venezia alla Cina e ritorno, di Allegra Agliardi e Pino Pace

Pino Pace da anni conduce laboratori e presentazioni delle Mappe nelle scuole, nelle biblioteche e nelle librerie. I bambini e gli adulti presenti rimangono affascinati dall’approccio “coreografico” con cui le cartine vengono mostrate. La bravura consiste nel dare la giusta enfasi al gesto di apertura, che deve essere ampio, lento, enfatico. Poi ci si tuffa nella storia, a cercare particolari e fare scoperte sorprendenti:

Ogni volta che si ripercorre la storia si scoprono nuove cose, un particolare, qualche dettaglio che era sfuggito. Perché si vede subito che è un libro da ‘usare’. La mappa deve essere agita oltre che letta: aperta su un tavolo, su un tappeto, per terra.

Le Mappe non si fermano ai bordi, offrono innumerevoli spunti creativi intorno ai quali è possibile organizzare attività e giochi con i bambini, percorrendo ogni volta una strada differente, seguendo riferimenti di diverso tipo.

L’iter di lavorazione delle Mappe

La lavorazione delle Mappe segue un iter preciso: l’autore scrive una prima versione della storia o un riassunto, scegliendo anche ciò che può essere facilmente rappresentato con il disegno. Poi il testo viene suddiviso in scene, ovvero in riquadri numerati, che detteranno il percorso all’interno della cartina. In un secondo momento l’illustratore realizza i suoi schizzi e, a poco a poco, la mappa si riempie di testi, immagini, informazioni, anche grazie all’intervento del grafico che dovrà trovare i font adatti, scegliere le soluzioni più adeguate per i box di testo, impostare il retro della mappa che ha un’impronta più divulgativa, in cui viene riportata per intero la storia o brevi biografie, curiosità, aneddoti, ricette ecc.

Le Mappe della collezione si presentano chiuse in un astuccio. Per conoscere il loro contenuto occorre estrarle e aprirle. Dunque la sorpresa si svela in un secondo momento e questa attesa è un elemento che suscita una forte attrazione nei bambini.

L’idea di trasformare in Mappa alcuni testi classici considerati dei mostri sacri della letteratura per l’infanzia (Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Giro del mondo in ottanta giorni, Marco Polo ecc.) poteva far paura, ma l’editore e gli autori hanno affrontato il passo con leggerezza, proponendola ai bambini come un gioco, un’espressione di libertà, un esercizio di fantasia. Del resto con le fiabe e con i classici si può giocare:

È materiale duttile, come l’oro, ci puoi fare cose molto belle o molto brutte, ma in ogni caso non si rovina, non si corrompe, si trasforma mantenendo le sue proprietà, si riforgia e ricicla all’infinito e ogni volta può essere molto prezioso. Anche i bambini possono farlo, come già fanno scrittori, sceneggiatori, registi, fumettisti, illustratori, insegnanti, musicisti, progettisti di giochi analogici o digitali… La letteratura mondiale è patrimonio dell’umanità: leggetela, certo e se vi va e usatela come vi pare, sfruttatela, raccontatela a modo vostro, prendete le parole da un vecchio libro e fatele rifiorire. (Pino Pace)

A conferma di questo incoraggiamento al “fare”, una delle ultime Mappe a essere state proposte, Viaggio nel paese che non c’è (di Davide Ruffinengo e Marco Avoletta, 2015), rappresenta il tentativo di affidare completamente ai bambini il timone della narrazione. Stavolta la storia non è contenuta nella mappa, ma deve essere pensata e scritta dai lettori, ai quali vengono forniti una serie di elementi da usare e da combinare tra di loro. Il bambino diventa in questo modo autore e scrittore dell’opera di fantasia che andrà a creare. Anche l’ultima Mappa in catalogo (L’incredibile viaggio di una buccia di banana, di Agnese Baruzzi e Andrea Vico, 2015), abbandona del tutto il territorio già battuto della fiaba e dei racconti classici per abbracciare un tema socialmente scottante e molto attuale, quello del ciclo dei rifiuti, della raccolta differenziata e del loro riutilizzo. Un’ulteriore svolta nel cammino di questa collana, che continua a puntare la bussola in avanti e a proiettarsi coraggiosamente verso il futuro.

Che aspettate dunque? Se ancora non le conoscete, immergetevi insieme ai bambini nella lettura di queste originali Mappe. Nel momento in cui l’articolo viene pubblicato (settembre 2016), i titoli che compongono la collana sono:

  1. Il meraviglioso viaggio di Pinocchio, di Anselmo Roveda e AntonGionata Ferrari
  2. Viaggio al centro della Terra, di Laura Filippucci e Pino Pace
  3. La battaglia del Little Bighorn, di Giorgio Sommacal e Pino Pace
  4. L’itinerario del Giro del mondo in 80 giorni, di Paolo Domeniconi e Pino Pace
  5. Il viaggio di Ulisse, di Gek Tessaro e Sofia Gallo
  6. Hänsel e Gretel verso la casetta di marzapane, di Barbara Petris e Pino Pace
  7. Il viaggio di Charles Darwin dall’Inghilterra all’Australia, di Paolo Rui e Pino Pace
  8. Le scoperte di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Giorgio Sommacal e Pino Pace
  9. Biancaneve dal castello della Regina al castello del Principe, di Chiara Fedele e Pino Pace
  10. In viaggio con i tre porcellini, di Ilaria Urbinati e Pino Pace
  11. Cappuccetto Rosso e il sentiero nel bosco, di Chiara Dattola e Pino Pace
  12. Il viaggio di Marco Polo da Venezia alla Cina e ritorno, di Allegra Agliardi e Pino Pace
  13. Viaggio nel paese che non c’è, di Davide Ruffinengo e Marco Avoletta
  14. L’incredibile viaggio di una buccia di banana, di Agnese Baruzzi e Andrea Vico

 

Ringrazio sentitamente Luisella Arzani e Pino Pace per la generosa intervista che mi hanno rilasciato e vi saluto con la poesia che Luisella ha citato al termine del suo contributo:

Amo le mappe… perché con magnanimo e bonario humor mi dispiegano sul tavolo un mondo.

(Wisława Szymborska)

Una risposta

  1. […] la maggior parte dei titoli… ne ha parlato diffusamente e benissimo Francesca Tamberlani in questo articolo su Libri […]