Z come zuzzurellone

z come zuzzurellone“Povera me, l’uomo che nasce da donna, già dopo pochi giorni è causa di molti guai, come dicono le Sacre Scritture; dev’essere proprio così. Marinerà la scuola e se ne andrà a zonzo come un fannullone, questo pomeriggio, e io, per punirlo, sarò costretta a farlo lavorare domani.”

La zia di Tom Sawyer è disperata. Tom, e il suo amico Huck, altrettanto zuzzurellone, le prova tutte per marinare quel luogo infernale che lui ritiene essere la scuola.

Marinerà la scuola e se ne andrà a zonzo come un fannullone

“Il lunedì mattina trovò Tom infelice. Sempre egli era infelice la mattina di lunedì, perché quel giorno cominciava una nuova settimana di lente sofferenze a scuola; e di solito si augurava che non vi fosse alcuna festività intermedia in quanto la vacanza faceva sì che tornare a essere prigioniero e in ceppi fosse ancora più odioso.”

Prigioniero e in ceppi, l’animo di un zuzzurellone soffre, scalpita, recalcitra e spesso fugge. La soluzione, unica e solleticata da bacchettate e punizioni, è una sola: marinare e andarsene a fare un bel tuffo al lago o a masticare fili d’erba sdraiati sotto un albero.

«Oh, ti prego, zia, non cavarmi il dente, non mi duole più. Possa non muovermi mai più, se mi duole! Non cavarmelo, zia, ti prego. Non voglio restare a casa e marinare la scuola.» «Ah, non vuoi, eh? Sicché hai recitato tutta questa scena perché speravi di evitarti la scuola e di andare a pescare? Tom, Tom, io ti voglio tanto bene, e tu invece sembri fare tutto il possibile per spezzare il mio povero vecchio cuore a furia di cattiverie!»

E ci dispiace, molto, per i cuori spezzati delle vecchie e sagge zie, ma se disertare la scuola riempie le pagine delle storie di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, viva il mal di denti (finto)!

Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, Mark Twain