Punto e virgola

I puntini di sospensione sono una punizione per i bambini cattivi?

Written by Virginia Stefanini

C’erano una volta i dieci bambini più cattivi del mondo. E anche i dieci bambini più odiosi del mondo. Si chiamano Violetta Puzzetta, Igor l’Ingordo, Griselda Grifagna, Sandrino Schifiltoso, e scommetto che che ne sono molti altri…

Ci scommetto perché a sfornare i loro nomi e le loro storie è la penna di David Walliams, uno degli autori per ragazzi più esuberanti e prolifici degli ultimi anni (dal 2008 ad oggi ha pubblicato tredici romanzi e un pugno di albi illustrati, che hanno venduto 25 milioni di copie in tutto il mondo), nonché attore istrionico e star della televisione inglese.

David Walliams è stato ospite dell’ultima edizione del Festivaletteratura di Mantova e, a voler credere alle sue parole, il motivo della sua visita in Italia era trovare l’ispirazione per un’ennesima galleria di discoli, dal momento che i bambini italiani sono fra i più pestiferi del mondo e, proprio per questo, fra i più divertenti.

Fra il pubblico di Mantova c’erano in effetti bambini impazienti, che dondolavano i piedi sotto le sedie facendo tremare le file, rumorosi e ridanciani, alcuni dei quali irriverenti quanto il loro autore preferito: giuro che ho sentito due di loro pronunciare la frase “Il Gruffalò è il libro più brutto della storia”.

Attraverso interventi e domande, Walliams ha raccontato come è diventato scrittore e ha letto estratti da Nonna Gangster e da I 10 bambini più cattivi del mondo: un perfetto lancio per l’uscita del seguito I 10 bambini più odiosi del mondo (The World’s Worst Children 2), in attesa del capitolo tre.

Se non avete potuto assistere all’incontro e non conoscete David Walliams e i suoi libri, potrebbero interessarvi i seguenti fatti:

– da bambino, il suo libro preferito era La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Quindi Walliams si è sentito davvero molto orgoglioso quando la critica internazionale ha iniziato a paragonarlo proprio al suo idolo Dahl.

– quando era un ragazzino, la sorella maggiore giocava a travestirlo con i suoi abiti. Una volta cresciuto, David non ha perso l’abitudine e ha scelto la professione di attore comico, che gli ha permesso di dare vita a esilaranti personaggi en travesti nei suoi sketch televisivi (vecchiette bisbetiche, impiegate inette, donne dell’alta società che scadono in volgarità assortite). Il tentativo di superare le barriere di genere e le ore di gioco passate a travestirsi hanno poi ispirato il suo primo romanzo per ragazzi, The Boy in the Dress (in italiano Campione in gonnella).

– Walliams va pazzo per i cattivi e ha infarcito i suoi libri di personaggi veramente tremendi. C’è Alberta, la Zia malefica che tiranneggia e minaccia l’orfanella Stella per rubarle l’eredità, oppure Burt, un losco figuro che non toglie mai gli occhiali da sole e realizza orrendi panini in Polpette di topo; per non parlare della dottoressa Radice, la Dentista diabolica che estrae denti ai bambini senza alcun apparente motivo. Dopo aver raccontato le loro nefandezze sulla carta stampata, Walliams ha finito anche per interpretarli sul piccolo schermo nei numerosi adattamenti che la televisione inglese ha dedicato ai suoi romanzi.

Pagine tratte da Zia malefica

Ma cosa c’entra tutto questo con la punteggiatura, a cui è dedicato questo numero? C’entra, c’entra, per svariati motivi. Ve li elenco:

– Walliams adora gli elenchi e in ognuno dei suoi libri ne trovate sempre più di uno (proprio come in questo articolo). Elenchi di scherzetti, elenchi di scuse per sfuggire alla vendetta di una matrigna, elenchi delle cose peggiori che ti possono capitare a scuola, elenchi di animali da lanciare nel mondo dello spettacolo… e accanto agli elenchi, cascate di punti o trattini.

– a David Walliams non importa un fico secco dell’uso più corretto della punteggiatura*. Le pagine dei suoi romanzi sono piene zeppe di punti esclamativi e di sospensione, che come sapete fanno accapponare la pelle a tutti gli editor alle prese con la correzione di un manoscritto (come raccontato su queste pagine in un recente articolo). Che l’autore distragga il suo editor con la punteggiatura, per sviare l’attenzione dalle parolacce e dalle gag più irriverenti che inserisce a piè sospinto?

– David Walliams è capace di riempire intere pagine di onomatopee e interiezioni (tipo “ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh”), senza nessuna interruzione o interpunzione, nemmeno i segni di a capo. Non sono riuscita a domandarglielo, ma ho il fondato sospetto che aggiunga le esclamazioni per far lievitare il numero di pagine…

Pagine tratte da Polpette di topo

*Quando scrivo che non gliene importa un fico secco della punteggiatura ovviamente utilizzo un’iperbole. Ma così ci ho potuto mettere anche un asterisco, proprio come fa l’autore quando inserisce delle parole inventate nel testo, con tanto di nota a pié di pagina, o aggiunge uno dei suoi commenti caustici a margine.

Nei suoi romanzi David Walliams maltratta la punteggiatura, frulla il lessico a suo piacimento e stravolge il senso comune di ciò che è lecito aspettarsi da un libro per bambini, con il principale scopo di acchiappare i lettori da otto/nove anni in su e divertirli.

Come potete immaginare, il risultato è che lo si ama o si odia. Considerando il successo che i suoi romanzi hanno anche in Italia, dove la sua fama di attore e conduttore televisivo è invece piuttosto limitata, risulta lampante che presso il giovane pubblico questa formula funziona.

Se aveste letto anche il precedente articolo di questo numero, sapreste che la punteggiatura ha molto a che fare con il ritmo nella lettura, sia mentale che ad alta voce. E se c’è una qualità che tutti possono riconoscere alle pagine di David Walliams, è quella di sembrare raccontate dalla viva voce di un narratore senza peli sulla lingua e fuori dagli schemi.

Le frasi brevi e le tante paratassi che contraddistinguono il suo stile, se da un lato trasmettono l’impressione di un periodare semplificato, dall’altro contribuiscono a dare un ritmo cadenzato e senza sosta al racconto. Alcune descrizioni che sulla pagina appaiono esageratamente grottesche, una volta pronunciate ad ALTA VOCE** acquistano la deflagrante efficacia comica di una torta in faccia.

**Walliams è solito sottolineare il volume a cui andrebbero lette, o immaginate, le sue parole con lettere maiuscole e caratteri di dimensioni diverse.

L’autore ha dato prova della vivacità della sua prosa durante l’incontro di Mantova. Con il suo spiccato accento inglese e la sua voce perfettamente allenata, ora profonda, ora in falsetto, ha deliziato il pubblico leggendo, o meglio sarebbe dire interpretando, alcune scene esilaranti. Come quella della Nonna Gangster che fa yoga in mutande per depistare i sospetti di un vicino curioso, al quale vuole nascondere di essere una ladra di gioielli.

Mentre dietro l’autore veniva proiettata l’illustrazione della nonna con una gamba sollevata e le braccia sopra la testa, realizzata da Tony Ross per il libro, una bambina nel pubblico si è alzata in piedi per imitare spontaneamente la posizione dell’albero. Forse in altri contesti qualcuno l’avrebbe guardata male, fatta tornare a sedere e minacciata di sospensione. Ma nel mondo di David Walliams chi si comporta “male” guadagna al massimo qualche puntino di sospensione…

Pagine tratte da Nonna gangster

Bibliografia completa di David Walliams (in italiano)
I 10 bambini più odiosi del mondo, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2018
Papà bandito, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2018
Dentista diabolica, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2017
Polpette di topo, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2016
L’orsetto che faceva bu!, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2016
I 10 bambini più cattivi del mondo, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2016
Zia malefica, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2015
Il primo ippopotamo sulla luna, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2015
Nonna gangster, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2014
L’elefante un po’ ingombrante, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2014
Giò il miliardario, illustrazioni di Tony Ross, L’Ippocampo, 2013
Campione in gonnella, illustrazioni di Quentin Blake, Giunti, 2011
Mr Stink: l’esilarante storia del signor Puzzone, illustrazioni di Quentin Blake, Giunti, 2010

sull'autore

Virginia Stefanini

Laureata in studi teatrali, dopo essere diventata bibliotecaria si è specializzata "sul campo" in letteratura per ragazzi. Collabora con riviste e siti specializzati, oltre ad animare le pagine del suo blog personale GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori. Nel 2017 ha frequentato Bottega Finzioni, la scuola di scrittura in cui sono nate le sue prime storie per bambini e ragazzi.

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