U come uscire

pubblicato in: Abbecedario, Sotto il banco | 0

u di uscireUscire da qual maledetto meccanismo che vede “il bullo” picchiare il debole che scappa o diventa bullo.

Uscire dal pregiudizio e dai meccanismi delle mode. Insomma uscire dal gruppo.

È quello che fa Angelo. Tornato nella sua Napoli (che poi tanto sua non è, dato che è andato via da piccolo e ha girato l’Italia dietro ai lavori della madre) si ritrova ad essere emarginato perché viene da Verona (anche se su consiglio di Giusy ha detto che viene da Milano ché i napoletani si sono “appiccicati” con i veronesi per questioni di calcio!), perché non parla e non capisce il dialetto e non ha un padre.

Uscire da qual maledetto meccanismo che vede “il bullo” picchiare il debole che scappa o diventa bullo. Uscire dal pregiudizio e dai meccanismi delle mode. Insomma uscire dal gruppo.

Angelo è un ragazzo a rischio di essere bullizzato! Lo sa bene Giusy che lo prende sotto la sua ala e cerca di insegnarli come evitare il terribile Capa Gialla. Angelo, però, non ci sta! Non vuol fare come gli altri che si sono adeguati a servirlo o a evitarlo, oppure, peggio, hanno iniziato a picchiare anche loro.

Uscire dalla spirale della violenza, questo vuole Angelo.

E poi c’è Federico che tutti chiamano Federico il Pazzo e che abita sul suo stesso pianerottolo. Capa Gialla non lo tocca perché pensa che sia matto, perché “…hanno paura delle mie parole o delle mie pazzie, che cambiamo le regole conosciute”, dice Federico.

Angelo capisce che quella è la strada e dopo essere stato picchiato, torna a scuola a testa alta e affronta Capa Gialla “…lui mi squadra …la faccia tirata che dice che lui si sente migliore di me, che mi vede come una mosca che può volare perché lui lo consente” Angelo guarda Capa Gialla, gli sorride e torna dai suoi amici. Fuori.

Patrizia Rinaldi, Federico il Pazzo, Sinnos 2016 illustrazioni di Federico Appel