V come vuoto

v di vuotoCome una classe immaginaria, in Italia, piena di banchi vuoti. Banchi che una volta appartenevano a bambini come tanti, pieni di timori e paure ma anche di passioni, sogni e speranze. Banchi che una volta erano trampolini per tuffarsi nel mare della vita.

Domenico, detto Dodò, Simonetta, Annalisa, Giuseppe, Nadia, Benedetto, Giuseppe e Salvatore, di cui il libro illustrato La classe dei banchi vuoti, racconta le storie, sono tutti vittime della violenza mafiosa, che non si è fatta nessuno scrupolo a ucciderli. Che ha spazzato via le loro vite ma non i loro sogni, che continuano a vivere in chi serba il loro ricordo e agisce ogni giorno per costruire un domani più giusto e sicuro per ogni bambino.

Banchi che una volta appartenevano a bambini come tanti, pieni di timori e paure ma anche di passioni, sogni e speranze

E non solo per tutti quei bambini che, come loro, a scuola non sono mai tornati, ma anche per quelli che non sono mai nati, uccisi quando ancora erano nel grembo della madre, per quelli così piccoli che non hanno mai avuto la gioia di andare a scuola, e per quelli che invece sono vivi ma privati della possibilità di studiare perché costretti a lavorare o a mendicare oppure che soccombono o fuggono dai paesi in guerra. Il libro illustrato con una gran forza evocativa ma allo stesso tempo con la delicatezza che si addice ai bambini e ai ragazzi da Sonia Maria Luce Possentini, adattato in forma letteraria da Cecilia Moltoni, è opera di Luigi Ciotti.

La classe dei banchi vuoti, Luigi Ciotti, Sonia maria Luce Possentini, Edizioni Gruppo Abele 2016