Convivere con la paura Lost in Translation Rubriche

Ma première nuit ailleurs – Usagi-kun to Haru-chan

Written by Marina Petruzio

24463363_10212433558727596_608973906_o

Ma première nuit ailleurs. La mia prima notte altrove. Fuori, non a casa. Non a casa mia, non nel mio letto, non tra le mie cose, non tra quei rumori e odori noti da sempre, appartenenti a un quotidiano sempre uguale, di giorno in giorno, di notte in notte, che rasserena e stabilizza.

Ma da solo e da un’altra parte. In una casa che non conosco. Che tutto rende sinistro. Meglio nascondersi e guardare da dietro qualcosa, o qualcuno…

24463084_10212433567247809_1555194032_o

In quell’oscurità – illuminata solo dalla luce che filtra dalla porta socchiusa, che disegna sul letto un lungo triangolo – il viso mesto di un bambino-coniglio abbracciato al suo pupazzo-coccodrillo. Non dorme, il bambino-coniglio. Il suo sguardo è fisso, la palpebra leggermente abbassata sul quel guardare senza nulla guardare, il mento rigido, le labbra serrate. I conigli quando hanno paura restano fermi, immobili. Tendono le orecchie, che sono occhi e orecchie insieme.

24739995_10212433579768122_1642149616_o

Chiaki e Ko Okada, co-autori dell’albo per parole e illustrazioni, caricano di simboli la loro narrazione, un’acuta osservazione di un particolare momento dell’infanzia dove è l’adulto che sceglie e spesso senza considerare sino in fondo che il bambino possa temere sino ad aver paura.

Sino a sentirsi nudo davanti a quel supplizio. Il timido coniglio antropomorfo è vestito solo della sua pelliccia – e l’indomani non gradirà affatto il gioco dei travestimenti proposto dalla piccola Haruchan, sua ospite – è nudo come natura lo vuole. Vestito di quella pelliccia che è pelle per lui e non morbido tessuto. Non ha braghe o tuniche. È disarmato davanti alla paura, nulla con cui coprirsi, neppure un cunicolo nel quale rifugiarsi.

24463485_10212433630889400_1451233805_o

Così tutto è fonte di preoccupazione, anche il treno rosso, preso per la prima volta, come quell’autobus che mi fa paura. Lo allontanano entrambi, fisicamente, dal suo mondo, da un luogo dove si sente sereno, e noi, che gli sediamo davanti, non possiamo non accorgercene. Il coniglio è un animale timido.

24463367_10212433647289810_1737856037_o

Allora tra le braccia un amico prezioso: un coccodrillo, da tenere sempre davanti a sé. Occhi sotto gli occhi e grande bocca sulla piccola del coniglio, i cuori collegati, sembra lui accogliere il mondo ogni volta che si palesa sconosciuto.

Un coccodrillo per amico. Un possente amico sotto la cui corazza batte un cuore d’oro, generoso di emozioni e con una grande volontà nel voler bene. Paziente e capace di reazioni fulminee. Il miglior amico per combattere la paura. Un coccodrillo, che anche a casa d’altri si senta come al solito.

 24324056_10212433659330111_76627682_o

Un amico col quale prendere la propria colazione, dormire, alzarsi presto la mattina e attendere davanti alla finestra, su una via sconosciuta, di vedere a un tratto comparire la mamma, l’unica persona in grado di porre fine a quell’angoscia. E attendere, sino a che un piccolo grande incidente cambi gli orizzonti, sino a che un po’ più grandi sebbene di un solo giorno si possa andar via lasciando il coccodrillo a qualcuno che ora ne ha più bisogno.

24650866_10212433665970277_815307774_o

Attraversare il bosco significa anche saper dormire fuori casa. Fuori dalla propria casa. A casa d’altri.

Ma première nuit ailleurs – Usagi-kun to Haru-chan
di Chiaki Okada e Ko Okada per testi e illustrazioni
traduzione dal giapponese al francese Anne Regaud-Wildenstein
edito Seuil jeunesse, 2012
pubblicato in Giappone nel 2010
età di lettura dai 3 anni
euro 13,50

sull'autore

Marina Petruzio

Fondatrice di Leggere insieme sul webmagazine Luukmagazine.com, una rubrica di recensioni di albi illustrati e libri rivolti all'infanzia e co-fondatrice del blog comeunacipolla.it, un luogo di confronto dialogico rivolto alla letteratura dei bambini e delle bambine

Leave a Comment